NotizieSportello Off: oltre le etichette, le storie

Le riflessioni intorno alla violenza che coinvolgono la nostra Associazione ci hanno portato a volere evitare di apporre etichette alle persone: le incontriamo pensando che siano offese da un reato ma non vittime in generale, per restituire a partire dal vissuto dell'operatore l'idea che l'altro sia parte attiva del percorso di riappropriazione di sé

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Lo Sportello Off si rivolge alla persone offese da reato. Principalmente si rivolgono al nostro servizio donne vittime di violenza domestica in una fascia d’età che va dai 30 ai 45 anni, che abbiano o meno sporto denuncia.
Lo sportello si configura come un spazio di ascolto riservato e non giudicante della storia della persona.  Il servizio, per scelta,  non si è voluto connotare solo come sportello di ascolto per la violenza di genere, ma come accoglienza di situazioni di vulnerabilità. Le riflessioni intorno alla violenza che coinvolgono la nostra Associazione ci hanno portato a volere evitare di apporre etichette alle persone: le  incontriamo pensando che siano offese da un reato ma non vittime  in generale, per restituire a partire dal vissuto dell’operatore l’idea che l’altro sia parte attiva del percorso di riappropriazione di sé.
Nella nostra quotidianità incontriamo  persone offese da reati di diverso tipo (maltrattamenti,  furti, minacce, truffe…) che portano bisogni specifici legati al trauma subito. E’ fondamentale offrire un primo ascolto che si faccia carico del vissuto di essere stati  “vittimizzati”.
Soffermandoci sulle donne vittime di violenza domestica  che incontriamo spesso non hanno sporto denuncia  e a volte non sono consapevoli di  essere vittime di un reato. Viene quindi offerto uno spazio di ascolto per comprendere meglio il bisogno che portano e per definire insieme a loro il percorso più utile per l’uscita dalla violenza.   Ci sono donne che, ad esempio,  hanno solo  bisogno di accedere ad una consulenza legale;  altre, in cui la sofferenza emotiva è elevata, che  necessitano di un percorso di sostegno psicologico.
Come operatori  osserviamo che l’impotenza della donna  viene vissuta anche da noi quando,  ancora oggi, ci scontriamo con la difficoltà di trovare percorsi di protezione e di “ricostruzione” di una vita nuova volta all’autonomia: permane la difficoltà ad esempio a reperire risorse lavorative.
Spesso incontriamo persone che si “appoggiano” all’etichetta di vittime per rientrare in una categoria che abbia uno spazio di riconoscimento: sono persone molto sofferenti da un punto di vista psicologico che nel tempo hanno abbandonato percorsi di cura e che necessitano di un  accompagnamento che favorisca un riaggancio ai servizi. L’accompagnamento ai servizi è, infatti, un’attività fondamentale dello Sportello Off: il lavoro di rete è centrale  soprattutto quando si incontrano situazioni multiproblematiche in cui la collaborazione con i diversi servizi del territorio è indispensabile per offrire alla persona l’aiuto di cui ha bisogno.
Quando incontriamo le “vittime”  e ascoltiamo le loro storie  dobbiamo sempre tenere presente che  sono coinvolti tre attori ognuno con un proprio ruolo: la vittima, l’autore e la società.
Entrare in contatto con la vittima, ci mette sempre  in contatto con l’autore: il reato è sempre oggetto di relazione tra la vittima e il reo. Diventa quindi fondamentale avere una visione allargata che immagini un intervento  e una presa in carico della situazione su  più fronti.


(eleonora lucci e caterina scavone, Sportello Off)

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